Bisogna che ciascuno percorra la sua strada
“Ci si obbietta: con la vostra miserabile simpatia vi servite dei folli, fate l’elogio della follia, e poi li lasciate precipitare mentre voi restate sulla riva… ma non è vero. Noi cerchiamo di togliere dall’amore ogni possessione, ogni identificazione, proprio per divenire capaci di amare. Cerchiamo di estrarre dalla follia la vita contenuta in essa, pur odiando i folli che non cessano di far morire questa vita, di rivolgerla contro se stessa. Cerchiamo di estrarre dall’alcol la vita che contiene, senza metterci a bere: la grande scena della sbornia con l’acqua pura, in Henry Miller. Astenersi dall’alcool, dalla droga, e dalla follia, questo è il divenire, il divenire-sobrio, per una vita sempre più ricca. Questa è la simpatia, concatenare. Farsi il proprio letto, l’opposto di fare carriera, non essere un istrione delle identificazioni, né il freddo dottore delle distanze. Se uno da sé si fa il letto e vi si corica, nessuno verrà a rimboccargli le coperte. Troppa gente vuole essere rimboccata, o da una gran mamma identificatrice, o dal medico speciale delle distanze. Sì sì, che i folli, i nevrotici, gli alcolisti, i drogati, i contagiosi, se la cavino come possono, la nostra simpatia significa anche che questo non è affar nostro. Bisogna che ciascuno percorra la sua strada. Ma esserne capaci, questo sì che è difficile.”
Deleuze, Conversazioni con Claire Parnet
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#simpatia #follia #concatenare